Iniziato l’iter per l’approvazione del progetto di legge per la riduzione dell’utilizzo delle bottiglie di plastica

E’ iniziato oggi  l’iter legislativo del Progetto di legge n. 453    “Misure urgenti per la riduzione dell’utilizzo delle bottiglie di plastica monouso attraverso la promozione dell’uso di acqua alla spina”. Il fine di questo progetto di legge è quello di ridurre drasticamente l’utilizzo della plastica monouso per l’acqua. Non possiamo ignorare gli 11 miliardi di bottiglie di plastica  che ogni anno finiscono nel ciclo dei rifiuti – 250 mila tonnellate di plastica (pet) di cui solo il 40% rientra nel circuito della raccolta differenziata. Le bottiglie di plastica per bevande sono tra i rifiuti marini che vengono rinvenuti più frequentemente nelle spiagge europee. Recentemente l’Europa ha emanato una Direttiva sulla riduzione della plastica monouso che  prevede delle misure a mio avviso insufficienti volte solo ad incentivare e semplificare il riciclaggio e non alla riduzione del consumo in sè.

Gli obiettivi di questa proposta legislativa sono: entro il 2022, per tutti gli enti pubblici, l’installazione di erogatori di acqua alla spina all’interno dei loro edifici in sostituzione della vendita di acqua in bottiglia di plastica; entro il 2023 che tutti i Comuni installino le ‘casette dell’acqua’ in aree pubbliche.

Ritengo importante fornire un quadro normativo regionale a quelle che fino ad ora sono state iniziative di buonsenso da parte di alcune amministrazioni rendendo obbligatoria la realizzazione di queste “casette dell’acqua” che, attraverso la riduzione dei trasporti e l’utilizzo di contenitori reimpiegabili più volte, comporterà un notevole beneficio ambientale, notevolmente maggiore rispetto alle misure di riciclaggio previste dall’Unione Europea. Negli ultimi anni  diversi comuni virtuosi si sono dotati delle cosiddette “casette dell’acqua” ovvero degli erogatori collegati alla rete idrica, che forniscono acqua microfiltrata e sterilizzata, liscia e gasata, a chilometro, anzi, a metro zero. Il trattamento che viene effettuato in questo tipo di erogatori, garantisce la sicurezza del consumatore anche in relazione all’eventuale presenza di sostanze inquinanti che potrebbero contaminare l’acqua, come PFAS e PFOA. Lodevole è anche e soprattutto l’iniziativa dell’Università di Verona che quest’anno distribuirà alle nuove matricole le borracce in metallo marchiate #Univr, proprio per ridurre il consumo di plastica e tutelare l’ambiente.

Tutti dobbiamo sapere che per fabbricare un contenitore di PET, imbottigliare l’acqua, trasportare e tenere al fresco una bottiglia serve un’energia pari a circa duemila volte quella necessaria per ottenere la stessa quantità d’acqua da un rubinetto collegato all’acquedotto. L’Italia ha un triste primato: è al secondo posto nella classifica mondiale per il consumo pro capite di acqua in bottiglia, con ben 224 litri annui – fonte Censis 2018 – superata solo dal Messico, con 234 litri pro capite, in cui però il ricorso all’acqua in bottiglia è motivato da una rete idrica insufficiente e in alcuni casi inesistente.

La sola raccolta differenziata della plastica non basta a risolvere il problema. Forse non tutti sanno che la maggior parte dei rifiuti di plastica raccolti viene esportata in paesi in via di sviluppo. La Cina dal 2018 ha chiuso alle importazioni dei rifiuti di plastica mettendo in seria difficoltà tutta la filiera e costringendoci, e questo è positivo, ad agire in prima persona per risolvere a monte il problema. Che è un nostro problema. Per questo  dobbiamo avere il coraggio di puntare ad una vera rivoluzione che parta dal nostro modo di consumare. L’economia circolare va portata avanti da noi, nelle nostre case, nei nostri comuni, nei nostri uffici.

Con questa proposta di legge, personalmente e come esponente di Fratelli d’Italia, voglio rivendicare, anche in questo campo, il ruolo “alto” della politica, che deve essere capace di orientare e governare i cambiamenti della realtà sociale, economica e culturale. Nella necessaria politica di sensibilizzazione dei consumatori su questo tema, la Pubblica Amministrazione per prima può agire efficacemente ottenendo risultati sensibili .